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Prof. Roswitha Staege, Berlino
Flauti di Bernhard Hammig: il non plus ultra per flautisti professionali! Forse ci saranno strumenti più "rumorosi" o semplici da suonare con poca resistenza. Ma dove si trova uno strumento con un suono così personale e così tante nuance timbriche? Ogni flauto ha una sua personalità, è inconfondibile. Da questo punto di vista, la concorrenza ha ancora tanto da imparare.
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Bernhard Kury, Sächsische Staatskapelle, Dresda
I flauti di Bernhard Hammig sono per me un po' come una quadratura del cerchio nel settore della costruzione di flauti; essi conciliano in modo pressoché ideale il suono individuale e pieno di carattere dei vecchi flauti Hammig e i requisiti, da allora sempre più esigenti, quali portata e prontezza di suono, intonazione e vivacità.
Non hanno mai un suono neutro, vuoto o semplicemente solo "rumoroso", ma hanno suoni sempre caldi, pieni e vivaci, reagiscono ottimamente e offrono al musicista diverse possibilità di plasmare musicalmente ed individualmente il suono.
Grazie alla loro capacità di mescolare il proprio suono e alla loro versatilità, accompagnata da una buona portata di suono, questi flauti danno grandi soddisfazioni soprattutto come strumenti d'orchestra.
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Univ. Prof. Raphael Leone, Vienna
I flautisti della www.wiener-symphoniker.at , l'orchestra sinfonica di Vienna, sono convinti che i flauti Hammig siano particolarmente indicati per la realizzazione delle singolari fantasie sonore viennesi.
I flauti hanno un suono aperto, brillante e leggero, s'integrano superbamente con gli strumenti a fiato in legno, contrariamente ad alcuni flauti dal suono piuttosto penetrante che si distinguono nettamente dagli strumenti a legno.
Anche nelle esecuzioni con intensità piano il timbro dei flauti Hammig è caratterizzato da diverse sfumature e non ha un suono semplicemente "sommesso".
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Günter Rumpel, Flautista solista nella Tonhalle Orchester di Zurigo (1974-2002), Docente incaricato presso la “Hochschule Musik Theater” di Zurigo, Zurigo
la crescente familiarità con il mio nuovo flauto mi porta a scoperte continue; sono davvero molto affascinato da questo strumento. Lei è riuscito, a mio avviso, a sviluppare ulteriormente in modo proficuo gli ottimi strumenti di Suo nonno, realizzando quindi un nuovo tipo di flauto che riunisce in sé i requisiti più complessi dei nostri tempi. Quelli che vengono considerati i requisiti “universalmente” richiesti ad un flauto sono ottimamente riprodotti nei Suoi strumenti: un suono forte e omogeneo in tutti i registri, un’ampia versatilità dinamica, una notevole prontezza di suono, un’ottima scala d’intonazione, una buona flessibilità in legature e salti, nonché una meccanica precisa e silenziosa. A ciò s’aggiunge la cosa più importante, la qualità sonora: suoni caldi ma non cupi, brillanti ma non vuoti o aggressivi, forti ma senza trasmettere un senso di forzatura, esecuzioni in piano senza perdita della sostanza, un suono equilibrato, fluido ma non innaturale, un piacevole equilibrio tra suoni chiari e scuri ed una sorprendente portata del suono. Non vedo l’ora di avere il secondo strumento.
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Raphael Weidlich, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, Berlino
...per dirla breve e senza esagerare: Le è riuscito un capolavoro che non ha uguali al mondo ...
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